Titolo: Battle Royale

Titolo originale: Batoru Rowaiaru

Autore: Koushun Takami

Editore: Mondadori

Ebook: Non disponibile.

Genere: Distopia, Thriller, Horror

Prezzo: 12,75 € [cartaceo]

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Frase Preferita: “Indossi vestiti appariscenti, emani rispetto, guadagni una fracca di soldi. Ma perché tutto ciò? È inutile. Voglio dire, questo tipo di futilità si confà all’aspetto esteriore di questa nazione. Ma, vedi… proviamo ancora emozioni come la gioia, la felicità. Potrebbe significare poco, per molti. Ma è con loro che riusciamo a contrastare il nostro senso di solitudine. È l’unica spiegazione che so darti.”

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TRAMA.

 

Probabilmente non c’era un solo studente di scuola media nella Repubblica della Grande Asia dell’Est che non conoscesse il Programma. Era anche scritto nei libri scolastici dal quarto anno delle elementari in poi. Qui citiamo dalla più dettagliata Enciclopedia Compatta della Repubblica della Grande Asia dell’Est: “Esperimento di simulazione di combattimento diretto dall’Esercito di Difesa terrestre della nostra nazione, istituito per ragioni di sicurezza. Ufficialmente conosciuto come Programma Esperimento di Battaglia n. 68. Il primo Programma si è svolto nel 1947. Ogni anno, vengono selezionate cinquanta classi di terza media (prima del 1950, venivano selezionate quarantasette classi) per svolgere il Programma a scopi di ricerca. Il Programma è molto semplice: gli studenti di ogni classe sono costretti a combattere finché non rimane un unico sopravvissuto. I risultati di questo esperimento, incluso il tempo trascorso, sono registrati. Al sopravvissuto finale di ogni classe (il vincitore) viene data una pensione per tutta la vita e un foglio autografato dal Grande Dittatore.”

 

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Cosa sei disposto a fare per sopravvivere?

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La vita viene spesso definita una “gara di sopravvivenza”. Nel classico senso di “pesce grande mangia pesce piccolo”, e “ogni espediente è valido in amore e… sul posto di lavoro”. Nulla di tutto ciò è sbagliato, e saremmo falsi ad affermare il contrario. Ma, in taluni casi, il cosa sei disposto a fare assume connotati diversi dalla semplice ricerca della stabilità economica e sociale. Nella fattispecie, sei disposto ad andare contro le tue morali pur di restare in vita?

Battle Royale è un vero e proprio embodiment del terrore psicologico che imponiamo alla nostra stessa persona, quando i tempi si fanno ostili e ci vediamo costretti a una scelta in pieno stile “o lui o io” (un vivissimo grazie a Jigsaw e al suo immancabile Black Humor). La quintessenza del conflitto interiore tra il perseguire la strada dell’essere coscienzioso oppure gettarsi nell’abbraccio del “noi” più abulico e ancora sconosciuto alla nostra psiche.

 

Il conflitto.

 

Tutto parte, come di consueto, dal principio di azione che porta a una reazione. L’azione, nel nostro caso, è rappresentata dall’incredulità degli studenti nel vedersi catapultati dalla sicurezza delle mura scolastiche a un ambiente in cui regna la legge del più forte. La famosa Survival of the Fittest che segna il preludio a qualsiasi conflitto di cui ci narra Battle Royale, dove i poveri, malcapitati minorenni che faranno da protagonisti della narrazione si affronteranno l’un l’altro mettendo da parte qualunque rapporto di amicizia li legasse fino a quel momento.

 

Le regole del gioco.

 

Ciò che scandisce l’urgenza di scontrarsi l’uno con l’altro è l’impossibilità di fuggire dall’isola su cui vengono confinati. L’intera classe, nell’uscire a singoli elementi per inglobarsi nella foresta, porterà al collo un collare elettronico capace di monitorare qualsiasi movimento. Nel caso in cui ogni ventiquattro ore non si verificasse un omicidio (o anche una morte accidentale, il suicidarsi è più di un’opzione in un tale frangente) l’intero corpo studentesco verrebbe fatto saltare per aria, simultaneamente.

Nascondersi non è contemplato nella Battle Royale. Vero che, da una parte, viene somministrato agli studenti tutto il necessario per sopravvivere all’addiaccio (una bussola, mappa dell’isola, razioni di cibo e un’arma casuale in ogni zaino). Ma, per prevenire una simile fine, alcune zone del luogo diverranno proibite man mano che il gioco proseguirà. Quando un settore diventa off-limits, l’ovvia punizione per aver infranto le regole è l’esplosione del collare appuntato al collo.

Se anche abbiamo letto di racconti simili (numerosi, specie a partire dal fenomeno Hunger Games, tacciato sulle prime di essere proprio uno scopiazzamento di Battle Royale) in BR abbiamo però un elemento che manca nella stragrande maggioranza di avventure simili: il cruento. Cruento non solo per lo stile e i toni della narrazione (comunque da bollino rosso in più di un’occasione) ma anche e soprattutto per l’aspetto psicologico. Uccidersi tra compagni di classe non è come scontrarsi con un perfetto sconosciuto. Il legame che unisce i nostri protagonisti – sia esso più o meno effimero – diventa comunque un elemento di spicco del romanzo, con morti sì violente ma soprattutto patite dal punto di vista della psiche umana.

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Quali sono le pedine del gioco?

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L’universo di Battle Royale non risiede solo nei personaggi della narrazione, bensì in larga fetta sulla loro backstory. All’ora zero del romanzo – quando la classe dovrà ancora apprendere di essere parte integrante del sadico progetto di annichilamento – gli alunni vengono presentati come facce che raccontano (ognuno di loro) un passato diverso. È un passato che scopriremo, insieme, nello sviluppo del racconto.

Voglio evitare, appositamente, di svelare anzitempo l’identità di chi diverrà poi il protagonista principale di Battle Royale – nonché dei suoi compagni d’avventura. Concentriamoci invece sui personaggi più caratteristici dell’opera. Su quelli che non sono come vengono inizialmente presentati, o che rispettano fin troppo fedelmente le apparenze.

 

 

Kazuo Kiriyama

 

Chi è Kazuo Kiriyama? Un malinconico teppista di strada o un sofisticato pensatore dall’animo contorto?

Kazuo è uno dei personaggi chiave di Battle Royale, dall’inizio alla fine del romanzo, pur costituendo ‘soltanto’ l’antagonista della storia. È, a detta dell’autore, un vero e proprio genio. Possiede un QI altissimo, ed è in grado di riuscire lì dove gli altri falliscono. Ma Kazuo Kiriyama non è tutto lì. Come dicevamo, la backstory dei personaggi è l’elemento imprescindibile per comprenderne il carattere. La sua è intrigante: in seguito a un danno cerebrale provocato da un incidente automobilistico, Kazuo non è in grado di provare sentimenti quali il rimorso o l’empatia.

Per tale motivo, nessuno sa come interpretare i suoi silenzi e la sua mancanza di reazioni. Non è amico né nemico di nessuno. La cosa più simile a un rapporto di amicizia che otterrà nella sua vita è la gang di cui fa parte, la gang Kiriyama, di cui è capo e leader indiscusso. Viene presentato come colui che non da peso al giudizio altrui, e decide di non aprirsi agli altri per l’introversa timidezza di cui fa sfoggio. Ma, alle volte… le apparenze NON ingannano.

 

Mitsuko Souma

 

Eh sì. Un altro… un’altra, anzi, antagonista. Se bisognasse indicare chi più di ogni altro si trovi a suo agio nella Battle Royale… la scelta ricadrebbe di certo su di lei.

La ragazza con la falce. Sarà questa la sua identità nell’arco narrativo di Battle Royale. Mitsuko è un altro di quei personaggi difficili da identificare, e ancor peggio da interpretare. Viene definita come una strega adolescente, graziosa come una fotomodella ma dagli occhi freddi come il ghiaccio. Se ci trovassimo in un gioco di ruolo, lei sarebbe senza dubbio quella che casta “charm” su tutti gli altri personaggi.

Gioca la sua parte seguendo un copione intessuto da lei stessa, quello della ragazza ferita e sola. Ma non è del tutto artificiale: il suo passato torbido, rivelato poco a poco e solo in modo appena accennato, la tormenterà per tutto il corso degli eventi. A partire dallo stupro subito da parte di un professore in tenera età, per finire con l’assassinio della madre quando tenterà di vendere le sue prestazioni al miglior offerente. Un calvario che sembra non avere mai fine per la giovane, costretta a recitare una parte che non le dispiace ma da cui, pure, a volte sembrerebbe voler prendere le distanze.

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Ricapitolando

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CONSIGLIATO? A tutti coloro che sanno apprezzare il contrasto tra gli elementi più banali del cosiddetto “mondo reale” e gli aspetti meno caratterizzanti nello stesso. A chi trova piacere nel mettere a nudo la personalità di chi gli sta attorno, accorgendosi delle minime variazioni nel loro modo di pensare la vita. A quelli che non si accontentano di godersi l’aspetto esteriore del creato, e vogliono scavare in profondità per addentrarsi sempre più nel lato più nascosto a cui noi stessi diamo vita.

MI CONSIGLI LIBRI SIMILI? Difficile trovare qualcosa di estremamente simile a Battle Royale (per fortuna, direi) – ed  è il motivo per cui ancora oggi è ancora una pietra miliare del suo genere. Oltre a citare l’ovvia saga di Hunger Games, possiamo provare ad addentrarci ancor più nel distopico con le opere di Bradbury (Fahrenheit 451) e Orwell (La Fattoria degli Animali). Di più recente c’è invece la saga di Divergent, anche se già ci spostiamo un po’ dallo standard di cui parlavamo.

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